L’amministrazioe dei nostri beni (20 dicembre 2006)

Come si può ben comprendere la gestione e la manutenzione di queste strutture sono piuttosto complessi. Per non commettere errori o sviste ogni parroco si avvale della collaborazione del Consiglio per gli affari economici che nella nostra parrocchia è attualmente costituito da: Guglielmo Adezio, Fernando Biasone, Camillo Lopo, Tommaso Marini, Antonio Palladinetti, Emilio Giorgio Piattelli, Giovanni Rosa, Giovanna Sulas, Settimio Timperio (in ordine alfabetico). Diversi impegni sono stati affrontati in questi mesi…

Riguardo a San Rocco è stata completata la successione per l’appartamento generosamente donato da don Vincenzo e – secondo il suo volere – è stato subito messo in vendita; il ricavato, come si sa, andrà interamente per il completamento della struttura.

Sempre in relazione a questo complesso, oltre naturalmente a pagare le rate del mutuo decennale (1.180 euro mensili, in gran parte coperti con l’affitto dell’ex casa canonica da cui si ricavano 800 euro mensili) e il debito residuo di 7.920 euro, negli ultimi mesi sono stati compiuti diversi lavori: sono stati comprati tre lavatoi per le pulizie, è stato installato l’impianto di riscaldamento mancante a due sale catechistiche, sono stati acquistati venti tavoli per il catechismo, le trombe processionali (generosamente offerte da un’azienda di Miglianico), due diffusori aggiuntivi per l’impianto di amplificazione, il mobilio necessario alla camera degli ospiti, vari paramenti e arredi (croce lignea, supporto tabernacolo mobile, nove casule, poggiaturiboli, bacheche esterne, ecc.), è stato installato l’impianto di condizionamento nella cappella feriale. La maggior parte delle spese è stata coperta dalle offerte dei fedeli, particolarmente in occasione della benedizione delle famiglie (12.030 euro).

Anche la chiesa di San Michele Arcangelo ha visto molti lavori: la pulizia interna ed esterna, svolta in più fasi; l’installazione di reti di protezione ad alcune finestre della chiesa; la riparazione dell’impianto di riscaldamento (generosamente offerta dalla ditta che ha svolto i lavori) con l’acquisto del nuovo serbatoio del gasolio; la riparazione dell’organo a canne e la stipula del contratto di manutenzione annuale; il rifacimento del quadro elettrico andato incendiato a seguito di un temporale.

A questi lavori si è aggiunto a fine novembre il rifacimento del tetto della sacrestia (e in aggiunta la sostituzione di tre infissi fatiscenti), che è costato 9.812 euro in totale (progetto, muratura e infissi); questa somma è stata pagata con le offerte dei fedeli in occasione delle feste patronali (6.655 euro il 27 luglio, 1.765 euro il 29 ottobre) e altre offerte libere o raccolte in memoria di defunti.

Per la chiesa di Sant’Antonio Abate è stato deciso di destinare tutto il residuo contabile della ex parrocchia della “Resurrezione di N.S.G.C.” (9.900 euro) per i lavori di ristrutturazione dei locali parrocchiali sottostanti la casa canonica, nella quale si ricaveranno un salone, una stanza ad uso sacrestia (finché non si potrà ricostruire quella sul retro della chiesa), una stanza per incontri e i bagni.

I fedeli che lo desiderano possono destinare delle loro offerte personali e le offerte raccolte in suffragio dei defunti (“Non fiori, ma opere di bene”) alla manutenzione di una specifica chiesa, alla quale si sentono affettivamente legati.

Don Amerigo Carugno

 

Il cammino pastorale degli ultimi mesi (20 dicembre 2006)

Trattiamo in un articolo a parte della più importante di esse: l’unione delle due parrocchie di Miglianico, evento che ha comportato e comporterà in seguito la necessità di riorganizzare e ottimizzare molti aspetti della vita pastorale. Alcune cose sono già state decise e avviate: – si è stabilito che le attività di catechesi per ragazzi, giovani e adulti si svolgono di norma nella nuova struttura pastorale di San Rocco, ma si prevedono anche iniziative future da tenere nelle varie zone della parrocchia; – per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche la messa feriale si terrà solo a San Rocco, mentre le messe festive si terranno anche a san Michele Arcangelo e a Sant’Antonio Abate (e l’ultimo sabato del mese a San Pantaleone alle Piane). I sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima e prima comunione) si celebreranno solo a San Rocco. Invece sarà possibile celebrare anche nelle altre chiese il matrimonio (e gli anniversari di 25 e 50 anni), il funerale, la riuscita, il trigesimo e il primo anniversario di morte. Momenti di preghiera si terranno un po’ in tutte le chiese, in base alla necessità. Il terzo venerdì di ogni mese si terrà l’adorazione eucaristica nella chiesa di Sant’Antonio Abate.

Altre due novità importanti riguardano la catechesi dei ragazzi. Anzitutto, non ci sono più corsi di “preparazione” ai sacramenti, ma la catechesi si svolge per tutti i bambini e ragazzi dai 6/7 anni ai 13/14 anni senza interruzioni. Di conseguenza i ragazzi non seguiranno più il primo o secondo anno per la prima comunione o la cresima, ma parteciperanno al gruppo catechistico dei loro coetanei e saranno ammessi alla comunione eucaristica o riceveranno la cresima nel corso del cammino formativo. In secondo luogo da quest’anno il cammino catechistico proposto dall’Azione Cattolica dei Ragazzi ha valore anche per la preparazione ai sacramenti, senza più la necessità di una doppia frequenza.

Un’ultima decisione degna di nota presa negli ultimi consigli pastorali è stata quella di stabilire il ritorno della sacra effige di San Pantaleone in contrada Piane ogni cinque anni, scelta che certamente farà felici i tantissimi devoti del nostro celeste patrono.

Don Amerigo Carugno

Un uomo che guardava lontano (28 ottobre 2006)

«Ho avuto la gioia – ha spiegato padre Bruno – di conoscere don Vincenzo e di essere edificato dalla sua testimonianza di uomo, di cristiano e di sacerdote. Come uomo, ricordo di Lui la sua deliziosa “testardaggine”: quando era convinto del bene, andava avanti nel perseguirlo senza esitazione o tentennamenti, con la lealtà, il coraggio e la fiducia propria degli amici della Verità. Come cristiano, mi ha colpito sempre la sua fede profonda, da vero innamorato e discepolo di Gesù Cristo, che era veramente la causa della sua vita. Come prete, il Suo amore alla Chiesa e alla sua comunità resteranno esemplari per me e per tutti noi. Veramente, ha guidato il suo popolo sulle vie di Dio e lo ha sostenuto nella prova, confortato nel dolore, guidato nelle scelte, arricchito con la gioia e la consolazione di Dio. Possa dal cielo continuare a farlo, non solo per la sua Miglianico, ma per l’intera Chiesa di Chieti-Vasto, affidata al mio servizio pastorale».

Insieme al parroco don Amerigo Carugno e al sindaco Dino De Marco, l’arcivescovo ha scoperto la lapide all’interno dell’auditorium che ricorda il lavoro indefesso di don Vincenzo per la comunità miglianichese, con queste parole: «Auditorium mons. Vincenzo Pizzica / 1920-2005 / Amato e compianto pastore / servì lungamente il suo popolo / Sacerdote umile e tenace / realizzò opere spirituali e sociali / La comunità parrocchiale».

Nel corso della serata è stato anche presentato il libro-ricordo di don Vincenzo, dal significativo titolo “Un uomo che guardava lontano”, che raccoglie una parte delle memorie dei miglianichesi sul loro amato parroco: il testo è stato assemblato e steso da Antonello Antonelli, che ha presentato nel corso della serata il lavoro fatto. «Il testo – ha spiegato l’autore – non ha pretese di scientificità: è nato dal vivo racconto di coloro che hanno collaborato e vissuto con don Vincenzo ed è stato assemblato da chi è cresciuto in parrocchia alla sua scuola e gli è grato per moltissime cose e soprattutto gli ha voluto un gran bene, nonostante alcune diversità di vedute. Spesso, infatti, qua e là tra le righe si riaffacciano molti ricordi personali che difficilmente possono essere scacciati dagli occhi, dal cuore e… dalla penna: penso però che siano perdonati e ugualmente apprezzati, sia da chi condivide le memorie di una figura di uomo e di sacerdote fondamentale per Miglianico e per i miglianichesi, sia da coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscere più approfonditamente don Vincenzo, specie i piccoli del paese».

Il libro, stampato in mille copie da “L’arte della Stampa” di Sambuceto, con il contributo del Comune di Miglianico, è a disposizione presso l’ufficio parrocchiale.

Antonello Antonelli