Nasce il bollettino parrocchiale “Tralci” (2 aprile 2006)

Con il primo numero del 2 aprile 2006 nasce il nuovo bollettino parrocchiale dal'evocativo nome di "Tralci". Eccone la presentazione tratta dal numero stesso:

Il bollettino "Tralci" Miglianico, 4615 abitanti, 1549 famiglie: dalla semplice osservazione di  queste due cifre è nata la necessità di questo modesto strumento di comunicazione che avete tra le mani: un raccordo, un aggancio con la vita delle parrocchie di Miglianico offerto capillarmente a tutte le famiglie per avere a disposizione almeno le notizie più significative e gli appuntamenti più rilevanti della nostra vita ecclesiale.

I tralci del titolo, ispirati anche a un elemento caratteristico del paesaggio locale, si riferiscono anzitutto al legame di ogni credente con Gesù Cristo (“Io sono la vite, voi i tralci”), ma anche a quel legame reciproco dei credenti che questo bollettino vuole, per quanto possibile, accrescere e valorizzare.

In pratica «Tralci» si presenta come una mini-rivista la cui principale caratteristica è la diffusione capillare casa per casa. Per questo la distribuzione sarà curata da un gruppo di volontari che s’impegnano a una rapida consegna a tutte le famiglie del territorio parrocchiale.

A questo proposito chi volesse collaborare come «distributore» è invitato a farsi avanti: si tratta solo di passare la domenica in chiesa per ritirare le copie da consegnare e di portarle alle famiglie della propria zona.

Don Amerigo Carugno 

Il restauro dell’organo a canne (2 aprile 2006)

L'organo e il restauratore Antonio Di Renzo Negli ultimi mesi sono stati realizzati diversi lavori in ambedue le parrocchie e altri sono in corso o previsti. Data la necessità di pubblicare questo bollettino prima di Pasqua per comunicare gli orari delle celebrazioni, non c’è stato tempo sufficiente per preparare una relazione accurata dei lavori in questione. Contiamo di farlo nei prossimi numeri.

Mi è sembrato però significativo informarvi almeno sul  restauro dell’organo a canne della chiesa di San Michele Arcangelo, restauro che è stato avviato in questi giorni e sarà probabilmente concluso mentre leggete queste pagine. Questo lavoro riveste particolare interesse non tanto per l’entità della spesa, che rispetto ad altri lavori fatti in questi mesi è relativamente contenuta, ma per l’aspetto artistico e culturale che vi è connesso. Infatti per quanto risulta dalle notizie in nostro possesso l’organo della chiesa di San Michele Arcangelo sembra essere il più grande della provincia di Chieti e il terzo in Abruzzo: è dotato di ben trentadue registri reali, di cui addirittura tre di ance, di circa 3.500 canne, di una consolle di tre manuali (cioè tre tastiere oltre la pedaliera), ecc. Il valore corrente di questo prestigioso strumento è di circa 600.000 euro (un miliardo e 200 milioni di vecchie lire)!

L’organo è stato costruito dalla ditta Zenoni, molto attiva negli anni  ‘50 e ‘60. Di essa si può considerare erede colui che si sta occupando del nostro restauro, il maestro organaro Antonio Di Renzo di Pescara a sua volta costruttore di organi. Come tutti sapete don Vincenzo Pizzica di venerata memoria perseguì con tenacia la costruzione di questo magnifico organo e provvide negli anni alla manutenzione periodica, di cui questi strumenti maestosi hanno necessario bisogno. Purtroppo la necessità di reperire risorse per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale ha bloccato la manutenzione per una decina d’anni, durante i quali ovviamente i difetti sono aumentati.Oltre alla sporcizia di ogni genere che si accumula tra le canne (insetti, piccioni morti, ecc.) ci sono i danni da… roditori, dato che i topi (i ratti più precisamente) hanno una speciale predilezione per le canne più piccole di metallo tenero. Ci sono ancora canne piegate da raddrizzare, puliture dei contatti elettrici, sistemazioni varie.

Restauro organoNiente di preoccupante, si tratta di ordinaria amministrazione, solo che il tempo trascorso ha accresciuto un poco i problemi.Al di là di questo restauro-manutenzione si potrebbe immaginare un “restauro-aggiornamento”, con l’utilizzo di schede elettroniche al posto dei vecchi sistemi elettrici, la sostituzione del motore, dei mantici e delle parti sottoposte a usura, e tanti altri particolari migliorativi. Tutto questo trasformerebbe il nostro organo in uno strumento adatto a concerti organistici di alto livello, ma purtroppo per ora possiamo solo… sognare, dato che per questo genere di lavori occorre molto denaro. Però in futuro… chissà!

Per l’intanto ci accontentiamo di riascoltare finalmente l’organo in tutta la sua riccheza di timbri e potenza di suono, soprattutto considerando che quest’anno saranno celebrati nella chiesa di San Michele ben sedici matrimoni! Speriamo che questo restauro sia un gradito regalo per gli sposi e rappresenti un buon auspicio per la futura vita matrimoniale.

Don Amerigo Carugno

Verso il matrimonio (31 marzo 2006)

Anche quest’anno si è svolto in parrocchia il corso per fidanzati in preparazione al matrimonio cristiano. È iniziato con la prima domenica di settembre, con la partecipazione di circa quindici coppie, andando così avanti a cadenza periodica e inserendosi nel corso organizzato dalla nostra zona pastorale dove erano previsti non solo incontri-relazioni rivolti a tutti i partecipanti ma anche delle serate di approfondimento e condivisione da svolgere nelle parrocchie di appartenenza.

Sono state affrontate tematiche che hanno cercato di stimolare la coppia alla riflessione, al dialogo ed al confronto interpersonale attraverso la guida del sacerdote e di coppie già sposate. Un percorso che ha posto l’accento non solo sugli aspetti antropologici del matrimonio, ma anche su quelli liturgico-sacramentali e spirituali.

Molto importante è stata la giornata di spiritualità, in cui le coppie che partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi in coppia con la Parola di Dio, di  vivere la misericordia del Signore nel sacramento della confessione e di nutrirsi e rigenerarsi nell’Amore  mediante l’Eucarestia. Un percorso che terminerà, come tappa preparatoria, il 30 Aprile con il pellegrinaggio di tutte le coppie di fidanzati della nostra diocesi accompagnati dal nostro Arcivescovo Mons. Bruno Forte a Loreto, ma che auspichiamo possa continuare anche dopo il matrimonio. Ciò perché è sempre più necessario rendersi conto che sposarsi in Chiesa non è la risposta ad una tradizione ormai secolare del nostro modo di agire ma è la risposta ad una vocazione di vita. Sì, sposarsi in Chiesa è la chiamata ad uno stile di vita: amarsi l’un l’altro come Cristo ci ama e manifestarlo agli altri con la propria vita.

 Giovanni e Daniela Rosa