FESTA DEL CIAO (9 NOVEMBRE 2014)
Domenica 9 novembre scorso nell'Auditorium parrocchiale i ragazzi dell'Azione Cattolica hanno partecipato alla “Festa del Ciao” : un momento di preghiera e di gioco insieme per accogliere i nuovi amici che sono entrati a far parte dell' ACR.
 
Dopo aver partecipato alla Santa Messa, siamo scesi in Auditorium per iniziare la festa. All'inizio sono stati divisi in squadre utilizzando dei pass che loro stessi avevano realizzato negli incontri precedenti. Ad accompagnarli nei giochi c'era uno “scienziato pazzo” che aveva bisogno di loro per riordinare il suo laboratorio, dove c'erano provette, cacciaviti, pipette, livelle, ecc.. Ognuno di questi attrezzi aveva un significato. Ad esempio la provetta li ha fatti riflettere su quanto sia importante porsi delle domande e impegnarsi a trovare risposte sperimentandole in prima persona; il cacciavite li ha aiutati a pensare su come bisogna cambiare il proprio comportamento nel rispetto delle altre persone e delle situazioni. Durante i tre giochi i ragazzi si sono molto divertiti e alla fine sono riusciti ad aiutare lo scienziato: il suo laboratorio finalmente è stato riordinato!
 
La festa si è conclusa con un momento di preghiera e un piccolo buffet.
 
Quest'incontro ha dato l'inizio al percorso formativo dei ragazzi sul tema dell'anno “Tutto da Scoprire”. Essi rifletteranno sul tema della missione e racconteranno la bellezza di essere figli amati da Dio e la gioia di godere della sua compagnia.
 
Speriamo di essere sempre in tanti!
Ludovica Rosa
 
IL SALUTO DI DON AMERIGO (24 agosto 2014)

Carissimi fratelli e sorelle della comunità parrocchiale di Miglianico, come sapete, dopo nove anni di ministero svolto in mezzo a voi, l’arcivescovo ha voluto chiamarmi a svolgere il mio servizio a Chieti nella parrocchia della SS. Trinità.

Ripercorrendo i nove anni trascorsi in questa comunità non posso non pensare alle tante persone incontrate, ai giovani e agli adulti, ai piccoli e agli anziani, alle storie di ciascuno, ai momenti lieti e tristi vissuti insieme.

panorama.jpgGià nei primi mesi del mio arrivo a Miglianico si delinearono con chiarezza alcuni importanti obiettivi pastorali da perseguire. Anzitutto: solo da un anno era stata dedicata la nuova chiesa parrocchiale di San Rocco; era dunque necessario dare un senso a questa imponente struttura e ridefinire l’uso della chiesa di San Michele. Ancora: al momento del mio ingresso eravamo tre sacerdoti a servizio del nostro paese, io, don Vincenzo e don Fabio; dopo pochissimo tempo dapprima il Signore chiamò a sé l’indimenticabile don Vincenzo; di lì a poco l’arcivescovo mi annunciò che don Fabio sarebbe stato chiamato a  servizio del Seminario e dunque avrei dovuto farmi carico anche del territorio della parrocchia di Cerreto, portando a termine l’unificazione delle due comunità. Si delineava così il compito di far nascere una nuova realtà da due storie diverse: la nuova chiesa di San Rocco sarebbe diventata la sede di una nuova famiglia parrocchiale, prosecuzione delle due precedenti, ma anche del tutto nuova.

Oggi, trascorsi ormai nove anni da quei primi giorni, mi sembra di poter dire che davvero è nata una nuova comunità, ben radicata su tutto il territorio miglianichese, attenta alle necessità pastorali di tutti i fedeli. Certo, molto resta ancora da fare: deve crescere il senso di accoglienza, di apertura al nuovo, al soffio dello Spirito; deve crescere il senso di comunione, per sentirsi fratelli in Gesù Cristo prima che membri del proprio gruppo.

Al termine di questo saluto, permettetemi di esprimere un grazie particolare a tutti coloro che in questi anni mi sono stati vicini, a quelli che hanno voluto condividere con me e con altri fratelli la propria esperienza di Dio, a tutti i collaboratori parrocchiali che si sono prodigati con grande generosità nei vari servizi che rendono bella la comunità, ai seminaristi e agli amici sacerdoti, in particolare a quelli della nostra zona pastorale, ai superiori del Seminario, ai carissimi don Fabio e don Peppe.

Grazie di cuore a tutti! Perdonatemi di ogni cosa, ringraziate il Signore con me per quanto ci ha donato!

Don Amerigo Carugno

 
SERVI PER VOCAZIONE: IL DONO DI UNA VITA (6-9 agosto 2014)

Servi per vocazione: il dono di una vita! È questo il titolo del campo ACR svoltosi dal 6 al 9 agosto in montagna, in quella che tutti conosciamo come “casa di don Vincenzo”. A fare da filo conduttore al campo è stata la parabola del buon samaritano, la quale, attraverso l’analisi dei suoi elementi, è stata spunto di riflessione su problemi attuali della società e della Chiesa.

Infatti, da cristiani, percorriamo ogni giorno dei cammini che portano da “Gerusalemme a Gerico”, e in questi ci capita spesso di incontrare persone che sono state “assalite”, dalla malattia, dalla solitudine… ed è davanti a queste situazioni che dobbiamo scegliere quale atteggiamento assumere, e la parabola che abbiamo approfondito in questi giorni ci propone varie possibilità..campoacr2014.jpg

Possiamo essere come il sacerdote del tempio, che cambia strada per evitare l’uomo assalito, e quindi non essere cristiani a tempo pieno ma solo quando conviene senza sporcarsi le mani in situazioni che potrebbero crearci problemi; oppure seguire l’esempio del levita, un uomo dotto, esperto della legge che però passa oltre, e stare dunque sempre attenti all’aspetto esteriore e al rispetto maniacale delle regole per mostrarsi cristiani ma senza esserlo. Questi parti sono quelle che più ci piace interpretare, perché sono quelle che ci fanno stare comodi e che ci fanno sembrare persone per bene. Chi sceglierebbe infatti di essere uno straniero eterodosso di cui nessuno dotato di buon senso si fiderebbe?! Eppure Gesù sceglie un personaggio così per mostrarci un esempio di vera vita cristiana; il samaritano, un uomo che dona la propria vita e l’amore che ha ricevuto da Dio agli altri, non assorbendolo tutto su di se, ogni volta, infatti che l’amore è per se stessi viene pian piano meno, se è donato agli altri non può che moltiplicarsi. Capiamo così che davvero la nostra logica non è la logica di Dio!

Questo è in generale il discorso affrontato dai ragazzi durante il campo che ha avuto momenti di gioco, di svago, di laboratorio creativo, ma soprattutto di preghiera e riflessione, in un luogo sì suggestivo ma anche di grande spiritualità.

Particolare è stata la giornata di sabato 9 in cui siamo stati raggiunti in montagna dai genitori dei ragazzi e da alcuni giovanissimi, giovani e adulti di AC, e tutti insieme abbiamo passato una giornata piacevole e divertente ma anche pregna di riflessioni venute fuori soprattutto da un’attività, svoltasi la mattina, che ha riassunto un po’ i temi affrontati dai ragazzi nei giorni precedenti. L’attività ruotava intorno a quattro verbi: uscire, denunciare, abitare e trasfigurare che in relazione alla parabola del buon samaritano hanno potuto assumere significati diversi per ogni fascia d’età. Nel pomeriggio, dopo il pranzo, per il quale ognuno ha preparato qualcosa e condiviso con gli altri, don Amerigo ha fatto una brave riflessione consegnando ai ragazzi materialmente, ma spiritualmente a tutti un mandato: “Va’ e anche tu fa’ lo stesso”, invitandoci a seguire ogni giorno l’esempio del samaritano. A conclusione della giornata abbiamo conosciuto don Gilberto, il nostro futuro parroco, e pregato insieme a lui nella splendida e ricca di storia chiesa di Roccamorice.

Alla fine di questo campo, come del resto alla fine di tutti i campi di Azione Cattolica, possiamo sentirci tutti un po’ arricchiti, nella fede, nella conoscenza reciproca, nelle esperienze e in particolare nell’aver vissuto ancora una volta l’AC come una grande famiglia dove se qualcuno manca, si sente!

Margherita Cavuti