Comunicazione in merito al rito del funerale (2 aprile 2006)

Qui a Miglianico si è conservato l’uso che il sacerdote sia presente al rito funebre in tutto il suo svolgimento. Per quanto questa sia la situazione ideale, bisogna però considerare che la realtà degli ultimi decenni ha visto la diminuzione del clero e un contemporaneo aumento del lavoro pastorale che ha spinto la gran parte dei parroci a ridurre i tempi di presenza al funerale in quasi tutte le parrocchie. Per quanto mi riguarda mi hanno preoccupato in particolare il periodo della benedizione delle famiglie e i giorni festivi, nei quali la durata del rito funebre limita lo svolgimento di altri impegni pastorali. Per questa ragione ho sottoposto una mia proposta all’ultimo consiglio pastorale e non avendo ricevuto particolari pareri negativi vengo ora a comunicarla tutti.

A partire dalla Domenica delle Palme la mia presenza al rito funebre sarà limitata ai questi momenti: la benedizione della salma (se si trova a Miglianico)  un po’ di tempo prima del funerale; l’accoglienza della salma in Via Roma davanti alla banca o in Piazza Umberto I, in base alla provenienza e la processione funebre a piedi fino alla chiesa di San Rocco; la Santa Messa e l’accompagnamento dalla chiesa fino a Via Roma davanti alla banca, dove si terrà la preghiera per la sepoltura.

Riguardo alla benedizione della tomba si noti che tutte le tombe sono benedette ogni anno il 2 novembre. Se ci sono tombe nuove o risistemate posso recarmi al cimitero prima del funerale. Qualora il funerale si svolga a San Michele tutte le preghiere si faranno davanti alla chiesa, sia all’arrivo che alla partenza.

Il parroco don Amerigo

Nasce il bollettino parrocchiale “Tralci” (2 aprile 2006)

Con il primo numero del 2 aprile 2006 nasce il nuovo bollettino parrocchiale dal'evocativo nome di "Tralci". Eccone la presentazione tratta dal numero stesso:

Il bollettino "Tralci" Miglianico, 4615 abitanti, 1549 famiglie: dalla semplice osservazione di  queste due cifre è nata la necessità di questo modesto strumento di comunicazione che avete tra le mani: un raccordo, un aggancio con la vita delle parrocchie di Miglianico offerto capillarmente a tutte le famiglie per avere a disposizione almeno le notizie più significative e gli appuntamenti più rilevanti della nostra vita ecclesiale.

I tralci del titolo, ispirati anche a un elemento caratteristico del paesaggio locale, si riferiscono anzitutto al legame di ogni credente con Gesù Cristo (“Io sono la vite, voi i tralci”), ma anche a quel legame reciproco dei credenti che questo bollettino vuole, per quanto possibile, accrescere e valorizzare.

In pratica «Tralci» si presenta come una mini-rivista la cui principale caratteristica è la diffusione capillare casa per casa. Per questo la distribuzione sarà curata da un gruppo di volontari che s’impegnano a una rapida consegna a tutte le famiglie del territorio parrocchiale.

A questo proposito chi volesse collaborare come «distributore» è invitato a farsi avanti: si tratta solo di passare la domenica in chiesa per ritirare le copie da consegnare e di portarle alle famiglie della propria zona.

Don Amerigo Carugno 

Il restauro dell’organo a canne (2 aprile 2006)

L'organo e il restauratore Antonio Di Renzo Negli ultimi mesi sono stati realizzati diversi lavori in ambedue le parrocchie e altri sono in corso o previsti. Data la necessità di pubblicare questo bollettino prima di Pasqua per comunicare gli orari delle celebrazioni, non c’è stato tempo sufficiente per preparare una relazione accurata dei lavori in questione. Contiamo di farlo nei prossimi numeri.

Mi è sembrato però significativo informarvi almeno sul  restauro dell’organo a canne della chiesa di San Michele Arcangelo, restauro che è stato avviato in questi giorni e sarà probabilmente concluso mentre leggete queste pagine. Questo lavoro riveste particolare interesse non tanto per l’entità della spesa, che rispetto ad altri lavori fatti in questi mesi è relativamente contenuta, ma per l’aspetto artistico e culturale che vi è connesso. Infatti per quanto risulta dalle notizie in nostro possesso l’organo della chiesa di San Michele Arcangelo sembra essere il più grande della provincia di Chieti e il terzo in Abruzzo: è dotato di ben trentadue registri reali, di cui addirittura tre di ance, di circa 3.500 canne, di una consolle di tre manuali (cioè tre tastiere oltre la pedaliera), ecc. Il valore corrente di questo prestigioso strumento è di circa 600.000 euro (un miliardo e 200 milioni di vecchie lire)!

L’organo è stato costruito dalla ditta Zenoni, molto attiva negli anni  ‘50 e ‘60. Di essa si può considerare erede colui che si sta occupando del nostro restauro, il maestro organaro Antonio Di Renzo di Pescara a sua volta costruttore di organi. Come tutti sapete don Vincenzo Pizzica di venerata memoria perseguì con tenacia la costruzione di questo magnifico organo e provvide negli anni alla manutenzione periodica, di cui questi strumenti maestosi hanno necessario bisogno. Purtroppo la necessità di reperire risorse per la costruzione del nuovo complesso parrocchiale ha bloccato la manutenzione per una decina d’anni, durante i quali ovviamente i difetti sono aumentati.Oltre alla sporcizia di ogni genere che si accumula tra le canne (insetti, piccioni morti, ecc.) ci sono i danni da… roditori, dato che i topi (i ratti più precisamente) hanno una speciale predilezione per le canne più piccole di metallo tenero. Ci sono ancora canne piegate da raddrizzare, puliture dei contatti elettrici, sistemazioni varie.

Restauro organoNiente di preoccupante, si tratta di ordinaria amministrazione, solo che il tempo trascorso ha accresciuto un poco i problemi.Al di là di questo restauro-manutenzione si potrebbe immaginare un “restauro-aggiornamento”, con l’utilizzo di schede elettroniche al posto dei vecchi sistemi elettrici, la sostituzione del motore, dei mantici e delle parti sottoposte a usura, e tanti altri particolari migliorativi. Tutto questo trasformerebbe il nostro organo in uno strumento adatto a concerti organistici di alto livello, ma purtroppo per ora possiamo solo… sognare, dato che per questo genere di lavori occorre molto denaro. Però in futuro… chissà!

Per l’intanto ci accontentiamo di riascoltare finalmente l’organo in tutta la sua riccheza di timbri e potenza di suono, soprattutto considerando che quest’anno saranno celebrati nella chiesa di San Michele ben sedici matrimoni! Speriamo che questo restauro sia un gradito regalo per gli sposi e rappresenti un buon auspicio per la futura vita matrimoniale.

Don Amerigo Carugno