Verso il matrimonio (31 marzo 2006)

Anche quest’anno si è svolto in parrocchia il corso per fidanzati in preparazione al matrimonio cristiano. È iniziato con la prima domenica di settembre, con la partecipazione di circa quindici coppie, andando così avanti a cadenza periodica e inserendosi nel corso organizzato dalla nostra zona pastorale dove erano previsti non solo incontri-relazioni rivolti a tutti i partecipanti ma anche delle serate di approfondimento e condivisione da svolgere nelle parrocchie di appartenenza.

Sono state affrontate tematiche che hanno cercato di stimolare la coppia alla riflessione, al dialogo ed al confronto interpersonale attraverso la guida del sacerdote e di coppie già sposate. Un percorso che ha posto l’accento non solo sugli aspetti antropologici del matrimonio, ma anche su quelli liturgico-sacramentali e spirituali.

Molto importante è stata la giornata di spiritualità, in cui le coppie che partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi in coppia con la Parola di Dio, di  vivere la misericordia del Signore nel sacramento della confessione e di nutrirsi e rigenerarsi nell’Amore  mediante l’Eucarestia. Un percorso che terminerà, come tappa preparatoria, il 30 Aprile con il pellegrinaggio di tutte le coppie di fidanzati della nostra diocesi accompagnati dal nostro Arcivescovo Mons. Bruno Forte a Loreto, ma che auspichiamo possa continuare anche dopo il matrimonio. Ciò perché è sempre più necessario rendersi conto che sposarsi in Chiesa non è la risposta ad una tradizione ormai secolare del nostro modo di agire ma è la risposta ad una vocazione di vita. Sì, sposarsi in Chiesa è la chiamata ad uno stile di vita: amarsi l’un l’altro come Cristo ci ama e manifestarlo agli altri con la propria vita.

 Giovanni e Daniela Rosa

Una vela bianca tra le nebbie (12 marzo 2006)

“Quando si parla di padre Pino Puglisi, il rischio è quello che si celebri un eroe: in realtà don Puglisi non è stato un eroe, ma semplicemente un coraggioso testimone di Gesù Cristo”: così suor Carolina Iavazza, fondatrice del centro “Buon Samaritano” di Bovalino (RC) e collaboratrice del sacerdote di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993 ha iniziato la sua toccante testimonianza di fronte ad oltre 500 giovani e giovanissimi dell’Azione Cattolica diocesana durante l’annuale happening che si è svolto il 12 marzo scorso presso l’auditorium “Edoardo Menichelli” della parrocchia di San Francesco Caracciolo a Chieti e al quale hanno partecipato anche i gruppi della nostra parrocchia.

Una giornata intensa, che ha visto i giovani riflettere sul tema “Come marinai che si sento perduti volgiamo gli sguardi in lontananza alla ricerca di una vela bianca tra le nebbie dell’orizzonte”, che l’arcivescovo, mons. Bruno Forte, ha riletto adattandola alla vita personale di ogni giovane cristiano che ha momenti di incertezza e di smarrimento, ma che trova in Cristo sempre la sua vela bianca che gli appare in lontananza tra le nebbie dell’esistenza. Una vela bianca che richiede però gesti concreti di speranza, che non può essere accolta semplicemente come salvezza personale, ma che impegna ciascuno a dare ragione della propria scelta cristiana.Ma è stata la testimonianza di suor Carolina che ha letteralmente inchiodato alla sedia i giovani e i giovanissimi: la religiosa, che oggi vive in un’altra terra difficile, la Locride, segnata dalla presenza di un’altra organizzazione mafiosa, la ‘ndrangheta, ha narrato del coraggio di padre Pino, della sua volontà di sollevare il quartiere palermitano dalla negligenza e dall’oblio che tutti gli amministratori pubblici avevano dimostrato e di educare tutti i piccoli al rispetto, al lavoro, all’educazione, al “pensare con la propria testa”. «Lasciate che la morte vi trovi vivi – ha esortato suor Carolina – perchè non importa quanto vivrete ma il modo in cui sceglierete di farlo: è importante che ognuno lasci un segno».

Nel pomeriggio, dopo la santa messa celebrata da mons. Forte, i partecipanti all’happening hanno approfondito le tematiche della giornata in un momento di riflessione in gruppo e hanno assistito ad un’altra testimonianza di speranza, quella dei ragazzi disabili dell’ANFFAS di Ortona, che hanno portato tra i giovani il loro spettacolo tratto dal progetto “danAbile”, che utilizza il linguaggio del corpo e il movimento attraverso la musica in maniera tale che i ragazzi si scoprono capaci di esprimere le loro emozioni, quello che sono e che sentono, superando i lori limiti.

All’ingresso della grande croce di Cristo, nostra vela, nostro riferimento e nostra speranza, i giovani hanno chiuso la loro esperienza, intensa, bella e coinvolgente, riconoscendo in Lui l’unico approdo della propria vita.

Antonello Antonelli 

Operazione minicampo (3-5 gennaio 2006)

Mini campo gennaio 20063, 4 e 5 gennaio 2006: un’esperienza nuova per la nostra parrocchia… Nell'estate 2005 i giovani e i giovanissimi di Azione Cattolica lanciano un'idea agli educatori: un camposcuola invernale… sarà possibile? Sì!! E gli educatori si mettorno al lavoro insieme con don Amerigo per “l’operazione minicampo”.

Ed ecco: un momento di preghiera davanti al tabernacolo per iniziare e poi si parte cerso l’Hotel Garden di San Vito. «Sui passi dei Magi seguendo la Stella»: in questi giorni, accompagnati dall'esperienza dei Magi verso Betlemme, i giovani e i giovanissimi di AC si scoprono cercatori, si interrogano su quali siano le loro mete, quale la loro stella. È un cammino che si fa insieme, nel confronto, nella preghiera… e non solo! È la gioia dello stare insieme, nella serata tra una partita a carte e una sfida a Tabù o a Monopoli, tra cartelloni e fogli colorati, tra foto rubate e una quadriglia suonata dal vivo!Siamo giovani cristiani: per questo crescere insieme sarà sempre una ricchezza!

Valentina Cataldo

– Guarda le foto nella sezione "Le nostre foto"! –