Cento anni fa nasceva don Vincenzo Pizzica, il parroco che ha cambiato Miglianico

La gratitudine della cittadinanza non si è mai affievolita, a 15 anni dalla morte del sacerdote che fondò la Cantina Sociale, costruì due chiese e ampliò quella storica, ricostituì la società sportiva, fu artefice di iniziative sociali e culturali per 55 anni.

Al nostro caro don Vincenzo… nel centenario della sua nascita terrena

Nella significativa ricorrenza del centenario della nascita di don Vincenzo, abbiamo voluto rendergli omaggio con la realizzazione di questo video, come segno di affetto e gratitudine per la sua lunga e indimenticabile vita sacerdotale un mezzo a noi.

Pubblicato da Azione Cattolica Miglianico su Martedì 16 giugno 2020

Il 17 giugno del 1920 nasceva a Ripa Teatina Vincenzo Pizzica, figlio di Nicola ed Elisa Del Ciotto, agricoltori: dopo cento anni, la comunità religiosa e civile di Miglianico, che ha servito per 55 anni, dal 1950 al 2005, come parroco, lo ricorda con affetto ed immutato amore, approssimandosi anche il quindicesimo anniversario (11 ottobre) della sua morte.

Per ricordare il parroco che ha cambiato profondamente il paese, con realizzazioni civili, sociali e religiose, la parrocchia di San Michele Arcangelo ha voluto dedicargli una santa messa solenne che domani alle ore 19.00 sarà celebrata dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, che celebrò i suoi funerali, insieme ai sacerdoti che ha in maniera speciale accompagnato nel loro cammino. La celebrazione eucaristica, nel rispetto delle norme a tutela della salute imposte dalla pandemia, si svolgerà nella chiesa parrocchiale di San Rocco, ultimo e più grande dei progetti portati a termine da don Vincenzo Pizzica. Il sacerdote, infatti, fin dal suo arrivo a Miglianico nel novembre del 1950 come economo parrocchiale e vicario cooperatore dell’anziano parroco don Francescopaolo Antonelli, fu protagonista di una lunga serie di iniziative per il suo popolo: dalla ricostituzione dell’Azione Cattolica alla costruzione della riproduzione della grotta di Lourdes, dalla creazione della Cantina Sociale, sia come cooperativa agricola sia come costruzione fisica della torre vinaria, alla ripresa delle attività sociali della Miglianico Calcio (era lui stesso in campo a svolgere il test per i calciatori che sarebbero stati ammessi in squadra), dall’ampliamento della chiesa parrocchiale con la costruzione della cripta di San Pantaleone all’ideazione, progettazione e costruzione delle chiese di San Pantaleone alle Piane e di San Rocco, alla casa in montagna, a Mirastelle, per le colonie dei giovani e dei ragazzi, dall’impulso dato ad associazioni culturali e teatrali al lavoro di realizzazione del coro parrocchiale, oggi tra i più apprezzati dell’arcidiocesi.

Una lunga serie di iniziative che ha modificato lo skyline del paese e che ha meritato a don Vincenzo anche l’intitolazione di una strada che attraversa due tra le sue opere più importanti, la Cantina Sociale e il campo sportivo, congiungendosi al PalaMiglianico, tra l’attuale via San Giacomo e la Strada Provinciale 16 che unisce Miglianico a Ripa Teatina e Chieti.

Dopo la santa messa, i partecipanti scenderanno nell’auditorium parrocchiale, a lui intitolato, per un video ricordo, realizzato dall’Azione Cattolica di Miglianico, con fotografie e filmati giunti da tutti i parrocchiani, e per l’ufficializzazione dell’intitolazione della strada da parte del sindaco, Fabio Adezio.

Per permettere a tutti di seguire i due momenti della celebrazione, essi saranno trasmessi via streaming sulla pagina Facebook pubblica, quindi raggiungibile anche a chi non è iscritto al social network dell’Azione Cattolica di Miglianico, all’indirizzo https://www.facebook.com/AzioneCattolicaMiglianico/

«Quella del 17 giugno – spiega il parroco, don Gilberto Ruzzi – non è una messa di suffragio, ma un ringraziamento di tutta la comunità per aver avuto la presenza paterna per ben 55 anni di don Vincenzo, che ha segnato la vita di un intero paese, contribuendo a far progredire la comunità ecclesiale e quella civile. La sua figura è ancora ben presente non solo sulle pietre delle tante realizzazioni ma soprattutto nei cuori dei parrocchiani».

«Per tutti i miglianichesi – aggiunge il sindaco, Fabio Adezio – don Vincenzo è una figura monumentale che ha significato vicinanza, cura, attenzione, amore: tutti coloro che lo hanno conosciuto sanno quanto il suo esempio e il suo insegnamento siano stati fondamentali per la crescita umana e spirituale. Io stesso sono una delle sue “canaglie”, come chiamava noi ragazzi di parrocchia quando facevamo qualche monelleria e come ci continuava a chiamare anche da adulti. Avergli intitolato una strada è poca cosa per tutto quello che ha fatto per noi, ma contribuirà ad eternare il suo nome che non potrà mai essere disgiunto da quello di Miglianico».